Nata a Brescia nel 1958, Maria Grazia Bellini ha frequentato il Liceo Artistico "Vincenzo Foppa", seguendo i corsi dei professori Tinelli e Petrò. Ha poi approfondito i suoi studi frequentando l'Accademia di Restauro a Firenze, specializzandosi nel settore delle maioliche antiche.

Nei primi anni '80 ha insegnato decorazione di ceramica all'Associazione Artisti Bresciani. Successivamente ha lavorato come restauratrice di maioliche fino all'anno 2000.
Nei primi anni '90, coinvolta dal professor Tinelli, ha insegnato pittura nel carcere femminile di Verziano (Bs).

Nel 2012, affascinata dalla tecnica ceramica giapponese Raku, ne ha seguito un corso.

E' dal 2000 che si dedica alla pittura, prediligendo inizialmente studi dal vero. I muri sono poi diventati protagonisti della ricerca più recente della pittrice. Luoghi abbandonati da anni, appartati e remoti, a volte antiche dimore con segni di antica grandezza, a volte capannoni, che hanno attraversato funzioni, con tracce, dispersioni, segni ancora ben leggibili: è un mondo poetico particolare, che utilizza le capacità di un mestiere acquisito (il restauro) per trascrivere uno spazio privato, poetico.